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lunedì 29 marzo 2010

Numb with three i-D

L'hanno fatto di nuovo. Lo sapevo, lo sapevo! Il team di i-D ha sbattuto sulla copertina del numero 306 (uscito in Gran Bretagna il 25/03) ben tre modelle. Ma non tre modelle immortalate in un unico scatto, no, tre modelle in tre scatti diversi, vale a dire tre copertine differenti. L'avevano fatto già l'anno scorso, proponendo ben 12 copertine diverse per il numero 297, the british issue, diventato ormai un cult per appassionati e collezionisti.
Quest'anno ci riprovano in maniera più sobria, e per questo numero dedicato alla casa e alla famiglia mettono in copertina tre emblemi della maternità (!): Natalia Vodianova, Freja Beha e Sasha Pivovarova. Una delle tre copertine è ovviamente dedicata allo scomparso Alexander McQueen. Mentre decidete quale copertina acquistare, date un'occhiata alla presentazione. Leggendo i claim finali capirete una delle ragioni per cui adoro i-D: HML - never. LOL - always. Se vi sembra poco... i-D

venerdì 26 marzo 2010

smokey photography


In principio fu Karl Lagerfeld a riempire di fumo la campagna autunno inverno 2009 di Fendi. Circa un anno e mezzo dopo ci troviamo di fronte ad un moltiplicarsi di redazionali fumosi e di lookbook avvolti da morbide nuvole grigio-azzurre.
Se la smoking photography è stata fino ad ora abbinata alla sigaretta, declinata in tutte le sue varianti, ora a prendere fuoco sono le stesse modelle, come arse da combustione spontanea. Il fumo spunta da sotto i vestiti, dalle acconciature, dai fondali, come si vede dal redazionale contenuto nel numero di aprile di Vogue Germania. Negli scatti di Javier Vallhonrat per Vogue D, modelle dai volti demoniaci danzano su vulcani fumanti, ma tema del servizio di per se non ha importanza per giustificare l'atmosfera lattiginosa.

Il fumo regala alla fotografia un'atmosfera onirica in qualsiasi caso, si presta ad essere colorato e permette giochi di luci, ombre e addirittura forme, come si vede nel lookbook di Pleasure Principle, dove il fumo sembra parte del design degli abiti, risultando nello scatto più dinamico ed interattivo delle modelle, quasi fosse lui stesso ad indossare e completare il capo.

Un altro esempio che mostra questo trend, e di come non sia necessario giustificare la presenza del fumo nello scatto, è il redazionale di Alexandra Catiere su Lurve Magazine di Aprile, servizio in bianco e nero che si concentra su background lunari, illuminati -proprio così- da nuvole di fumo.


giovedì 18 marzo 2010

Don't.




No, you won't be fooled è il titolo del redazionale scattato dalla fotografa Alice Rosati per U mag, ed è l'ennesimo esempio delle influenze dello streetwear sul mondo della moda. L'idea di base è di prendere il mondo punk e infilarlo in un contenitore di high fashion.
Le fotografie sono fighe ma il messaggio stenta a passare. Se dovessi usare il claim del servizio direi che questo finto punk non riesce a fregare nessuno, principalmente perchè sconfina troppo nel glam, è più hipster, più nerd che punk e della originaria intenzione di mostrare il contrasto rimane troppo poco. Il redazionale funziona perchè funzionano le immagini, basta saltare la pagina con il titolo.


mercoledì 17 marzo 2010

Vote for i-D


Swatch e Dazed and Confused hanno lanciato una competition online (potete votare qui) per lanciare la nuova linea di orologi anni '80. Sono coloratissimi, luccicanti e gommosi, assomigliano a caramelle ma sono di plastica. Assieme al già nominato Dazed, partecipano alla gara anche Another magazine, POP e Nylon, solo per citarne alcuni. Il mio voto ovviamente è andato ad i-D, che è il mio fashion-forward magazine preferitissimo, scelta obbligata tra le riviste straniere. Voi chi voterete?